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Galleria del Palazzo, Lungarno Guicciardini 19, riapre l'11 gennaio 2011 "Sunset Boulevard".

 

Sunset Boulevard, una mostra che ripresenta Recalcati, uno dei più affermati artisti del secondo novecento in campo internazionale.
 A Firenze la Galleria del Palazzo, Lungarno Guicciardini 19, riapre l'11 gennaio 2011, dopo le vacanze natalizie, per prolungare l'importante mostra di Antonio Recalcati, dal titolo “Sunset Boulevard”. Dal 2 di dicembre vi sono in esposizione 24 tele, ultima serie ancora inedita di dipinti dell'artista. Una parte dei quadri esposti rivisita in chiave di sgomento folgorante dell'oggi le tele del passato, che lo hanno reso famoso e molto apprezzato all'estero. Una diversa ispirazione lo fa anche dipingere il suo vagare per i cieli alla ricerca di “pace”. Il quadro del 2010 con questo titolo svela la profonda laicità dell'artista che dipinge “assunte in cielo” due umanissime mani pranoterapeutiche. Il contatto umano che solo può guarire “la ferita”, lampo di colore rosso in un quadro che è il lontano ricordo dei primi corpi possenti, dipinti a partire dalla sua giovinezza. Corpi dipinti attraverso le impronte che lasciano sulla tela. Col risultato di essere solo intravisti. Una tecnica originalissima con cui Antonio si è imposto a livello internazionale già dal 1960. In questi 50 anni le spalle dei suoi busti vigorosi si sono piegate, come ne “la fuga”, oppure conservano la energica possanza solo se si proteggono sfuggendo alla vista, come ne ”il porto delle nebbie”. Il film che dà il titolo a questo quadro è di Marcel Carné. Siamo nel 1938, e con lirico pessimismo vi si racconta del fato implacabile. Così come il titolo della Mostra, Sunset Boulevar, deriva da un altro famosissimo film del regista Billy Wilder, anno 1950, pervaso da un'atmosfera funerea, fatiscente, ma nel contempo anche dal fascino sublime dei ricordi. Di Recalcati meritano particolare menzione anche le ceramiche, risalenti al 1990. Ne ha esposte alcune in mostra, e sono di una bellezza iconoclastica. La forma millenaria dei vasi, in ogni epoca riproposta immutata, viene da lui forzata in fogge irregolari, contorte, allungate, ma sempre usando colori bellissimi, con la predominanza dell'oro che li impreziosisce, lasciandoci ammirati e stupefatti. In questa espressione artistica si percepisce la gioia della creazione, senza traccia del dolore, che non possiamo non vedere espresso con forza in alcune composizioni di oggi. Questo autodidatta pluripremiato dipinge in modi che di opera in opera indicano la perdurante ricerca, sempre all'insegna di una “singolarità prorompente”. La mostra terminerà il 22 febbraio. Il catalogo, introdotto da Eugenio Giani e Silvana Coveri, commentato criticamente da Francesco Dama, permette con la dettagliatissima biografia di risalire alla precedente multiforme produzione dell'artista come pittore, scultore, ceramista.

Lucia Evangelisti

 


 

Pietro Annigoni, patrimonio artistico e culturale per l'Italia.

 

francobollo_annigoniNel centenario della nascita, Pietro Annigoni (Milano 7/6/1910-Firenze 28/10/1988) è stato celebrato con un'emissione filatelica. Il francobollo è basato su uno dei suoi autoritratti giovanili, quello stesso che appare sul frontespizio del folder del Museo Annigoni, realizzato 20 anni dopo la morte del Maestro nella prestigiosa Villa Bardini dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Per realizzare il francobollo, il cui annullo filatelico su cartolina e' stato donato a tutti i presenti a Palazzo Vecchio il 27 ottobre 2010, si sono coordinate le amministrazioni civiche di Milano e Firenze, l'Ente Cassa,e , ovviamente, Poste Italiane. La breve ma intensa celebrazione di tutta Via Maggio, dove ogni vetrina antiquaria per due settimane ha esposto la grafica di Annigoni, completano questo evento celebrativo, destinato ad essere veicolato a grande distanza soprattutto in virtu' del francobollo. Pochi centimetri quadrati di carta in cui viene magistralmente trasmessa, con l'immagine , un'idea. Il volto di Annigoni è entrato a far parte della serie tematica “ Il patrimonio artistico e culturale italiano”. Visibilmente commossa alla conferenza stampa, la moglie Rossella Segreto ricorda che era già toccato, piu' di 50 anni prima, ad un altro quadro di Annigoni, il ritratto di Elisabetta II d'Inghilterra, eseguito nel 1955, di assurgere agli onori del francobollo. Con una nota di amarezza,tuttavia, esclama “Nemo propheta in patria”, a stigmatizzare il gran numero di anni trascorsi fra le due emissioni. L'apprezzamento all'estero, soprattutto nelle classi elevate, nasceva dalla capacità dell'Artista di sintetizzare, ricreandole, tradizioni antiche. In patria le sue scelte di stile, non poteva non esserne consapevole, contrastavano con le mutate condizioni storiche. E inoltre fondamento di ogni forma d'arte era per lui il rapporto col Vero. Lo ribadiva con grande coerenza, ben sapendo che questa posizione era profondamente alternativa alla cultura ufficiale. Rispetto al francobollo, la sua arte è vincente. Nel senso che solo un certo stile di ritratto, se rimpicciolito, può conservare la potenza espressiva del quadro di partenza. Che l'artista abbia questa capacità è visibile nella perfetta tenuta del suo autoritratto alla miniaturizzazione. “Collegati all'emissione del francobollo – illustra infine Maria Teresa Lilliu di Poste Italiane- è possibile acquistare :cartolina dedicata, tessera filatelica,folder. Quest'ultimo particolarmente prestigioso perchè contiene una cartolina filatelica riproducente il francobollo su cui e' apposta una lamina d'argento. Un acquisto per la gioia dei collezionisti o anche, in prossimità del Natale, un modo assai originale di fare gli auguri agli amici, in controtendenza alle abusate e-mail.

Lucia Evangelisti

 


 

Ciak - Si Gira!.
Se anche una sola volta riusciremo a salvare, il nostro impegno non sarà stato inutile!

 

I servizi televisivi che la ns. Redazione manda in onda sono seguiti veramente da molta gente che a volte sfiora il numero di 30.000: non di persone bensì di famiglie. Ciò accade perché la filosofia della ns. attività, da tempo conosciuta, è quella di farci sentire vicini alle gente, specialmente a coloro che hanno più necessità di aiuto, non solo materiale. Ci occupiamo di arte e di cultura e creiamo con la esposizione degli argomenti trattati un collegamento che faccia sentire gli spettatori non solo vicini agli immensi patrimoni culturali di cui le presenti generazioni sono custodi, ma anche diretti beneficiari di questa importante ricchezza. Teniamo lo stesso contegno quando affrontiamo le peculiarità del sociale e quando parliamo della necessità di fornire aiuto anche a coloro che forse non hanno il coraggio di chiedere, o semplicemente non lo sanno fare. Con modo pacato e convincente intendiamo affrontare i problemi del mondo giovanile, facendoci aiutare anche da chi non ne è inizialmente e direttamente coinvolto ma si vorrebbe sentire partecipe, parte integrante di questa società notoriamente distratta e disinteressata a ciò che succede alla porta accanto! Forse anche altri usano le nostre stesse parole, per poi rimanere passivi dinanzi all’enormità dei problemi che affliggono le classi giovanili, contentandosi di veder scorrere il fiume di droga che defluisce dinanzi agli occhi di tutti; ignorando i molteplici aspetti di quel mal sottile che, durante i fine settimana, trasforma ragazzi di qualsiasi ceto in aguzzini e carnefici, oppure, a seconda delle situazioni, in vittime sacrificali uccisi o feriti solo perché hanno negato una sigaretta a bande di interlocutori con la mente annebbiata dalle droghe, il cui uso li rende peggiori delle belve inferocite! Ed i morti per le strade? Vittime di pirati della strada che fuggono senza un gesto di pietà umana!
Se la gente, la gente comune e mi riferisco alle commesse dei negozi, agli operai ed agli impiegati, alle donne di casa ed agli anziani (questi ultimi che sono molti e così pieni di interessi!) cominceranno a dire BASTA ed inizieranno a non volersi più rassegnare dinanzi all’evidenza di questi eccidi, di questi drammi inutili ed evitabili, seguiranno, con impegno umano, quanto oggi noi di EMISFERI TV vogliamo fare, dichiarando guerra alla solitudine dei giovani, alle morti inutili e drammatiche di tanti sabato sera. Non ci spaventa affrontare bande di sbandati sui viadotti dell’autostrada, di notte! Vorremo sapere molte cose di loro!
Ai semafori, raccomanderemo ai giovani guidatori di andare piano e di non sprecare la loro vita! Mostreremo loro le foto di auto distrutte e di cadaveri insanguinati, sull’asfalto! Noi andremo dinanzi alle discoteche alle 4, alle 5 del mattino e, telecamera in spalla, parleremo con la gente che esce e chiederemo loro:” Chi guida? Chi è fra voi che non ha bevuto, che non si è impasticcato?”
Qualcosa si può fare e, una cosa è certa: noi la faremo!.

La Redazione.

 


 

An image of Europe.

 

brezza ridotto new copiaNoi, come tutti coloro che hanno avuto modo di valutare la bellezza raffigurata in modo impareggiabile dall’artista GIADA CHERGIA VISCONTI, siamo convinti di quanto emblematicamente unica sia l’immagine che Giada abbia saputo creare: non importa essere critici d’arte per capire che Brezza ( il nome dell’opera) esprime quanto di più efficace ci possa essere nella ricerca di un volto che sappia dire: ” Io sono la Giovane Europa”.
Osservando la soavità del suo misterioso sorriso, ci colpisce la purezza dell’espressione che dagli occhi traspare, come le pagliuzze variopinte che ne arricchiscono la profondità; quella profondità che crea un’espressione unica ed irripetibile.
Non sfuggono, nel singolare atteggiarsi dell’incantevole volto, frutto di un’arte sopraffina, i tratti emblematici, allegorici, metaforici di un pensiero pittorico figurativo improntato al concetto del “bello”.
Questo volto esprime anche, e soprattutto, una incrollabile determinazione che vuol esser di monito alle popolazioni di tutta Europa, ma anche e soprattutto, rappresentarle.
L’insieme, volutamente scevro da tratti pesanti e dispersivi si affida alla ispirazione dell’Artista che non ha cercato posizioni alternative, non ha calcato la mano in chiaroscuri al fine di mascherare imperfezioni e insicurezze, anche se non ci sono; non ha cercato ispirazioni da opere famose e da tecniche scontate fin troppo conosciute. Ella ha raffigurato il concetto dell’Europa traendo dall’orgoglio del suo animo quell’estro che le ha permesso di creare “così”.
Dai misteriosi silenzi marini della sua terra che hanno conformato la sua essenza, dalla profondità del suo mare cristallino, dal profumo dell’aria satura d’ispirazioni, ella ha creato - e crea - opere importanti.

Ecco: questa è: “AN IMAGE OF EUROPE”. Essa ha accompagnato al Parlamento Europeo a Bruxelles un nostro servizio televisivo, girato in occasione del cinquantenario del PATTO DI ROMA, evento che nel 1948 gettò le basi a quella che doveva poi divenire l’EUROPA UNITA.
L’artista Giada Chergia Visconti ha ricevuto i complimenti dal Gabinetto dell’Alto Rappresentante del Parlamento Europeo Javier Solana, per quanto la sua creazione è piaciuta.

Lucia Evangelisti

 


 

Il ruolo importante degli anziani in genere e dei nonni, in particolare, nella famiglia di oggi, così com'è articolata, con le sue esigenze e le sue infinite peculiarità.

 

Il convegno, non è che il primo di una serie di simposi che l’A.N.Ce.S.C.A.O., l’Associazione Nazionale alla quale fanno capo centinaia di Centri Culturali per anziani in tutto il territorio italiano, ha programmato per evidenziare le necessità organizzative della famiglia nei tempi attuali. Infatti il nucleo famigliare rappresenta, da sempre, il primo fondamento sociale da cui prendono poi spunto le varie istituzioni pubbliche e private e che sono composte da comunità più o meno numerose di individui: si pensi alla scuola, al mondo del lavoro, agli ambienti destinati ad essere frequentati da molte fasce di cittadini, quali quello dello sport, della politica, delle arti, della cultura, ecc. I temi trattati, gli argomenti salienti così vistosamente importanti, affrontati dal Presidente Ancescao per la Provincia di Firenze, dott. Pietro Perricone e dai suoi ospiti, si sono dimostrati indubbiamente degni del massimo interesse da parte di una società, quella odierna, in fase di cambiamento nelle componenti della sua struttura. In questa realtà, territorio quasi inesplorato da una serie di nuove esigenze, spicca la presenza delle persone anziane e dei nonni in particolare, oggi considerati non così indispensabili, e qualche volta valutati da molti come un peso per le famiglie, se ne fanno parte e che, invece, non chiedono che di essere utili! E quanto lo sono, o lo possono essere! Il ritmo della vita a cui tutti noi siamo obbligati ad adeguarci, impone nuove valutazioni, nuove strade da seguire, contegni diversi, generalmente ignorati in passato. Nella famiglia attuale, composta spesso da genitori in età giovanile e da figli, l’intervento del nonno rappresenta un punto fermo nell’ educazione dei ragazzi, così protesi verso tutto ciò che sia nuovo, dinamico, innovativo. Ma questa ricerca comporta il correre rischi di ogni genere ed ecco che il compito dei genitori diviene difficile, pesante, a volte insostenibile! I rischi, gli agguati che si presentano nei confronti dei figli sono continuativi e si celano ovunque: nelle frequentazioni, negli spettacoli televisivi, in Internet! Cosa fare? Purtroppo le cronache sono sature di episodi di ogni genere, ove i giovani la fanno da protagonisti, spesso negativi! Anche i genitori sono uomini e donne, spesso giovani anch’essi, con alle spalle un’educazione non soddisfacente, o , a volte, semplicemente non completa! Anch’essi hanno diritto alla loro vita indipendente dai figli, ai loro svaghi, alla loro intimità. La situazione si complica se si considera che esiste un’altra componente che la società attuale si porta dietro, ne è anzi parte integrante; ci riferiamo alle così dette famiglie allargate. Genitori separati danno vita ad altre famiglie, procreando nuovi figli o adottando quelli del nuovo coniuge: non ci si capisce più niente! Le esigenze aumentano, le difficoltà si moltiplicano e, mantenere l’ordine, disporre al meglio le capacità organizzative è sempre più difficile! Ecco allora che fa la sua comparsa la figura dell’amabile vecchietto, così come era visto il nonno nelle cronache d’altri tempi! La sua presenza e la sua opera, nell’ambito della famiglia definita moderna, divengono chiave di volta nel completamento di un tipo di educazione che la scuola, da sola, non può garantire! Quindi si saprà su chi contare per andare a riprendere alla scuola od all’asilo i ragazzi! Ecco che la presenza di una persona più anziana, nella famiglia, rallenterà, in senso positivo, la frenesia dei giovani e potrà donare loro insegnamenti e ricordi che non fanno parte della contemporaneità. Ci sarà un controllo in più, una parola di saggezza nelle controversie famigliari, un aiuto costante, pratico e funzionale. Le radici divengono più forti e gli eventi del passato, o della memoria, erroneamente considerati molto lontani solo perché non direttamente vissuti, tornano a prendere vita e colore! I nonni arrecano saggezza nella conduzione organizzativa della famiglia; la loro opera, i loro consigli, la loro tranquillità incutono riflessione ed ottimismo. Proprio quando essi stessi temevano che il loro compito sociale e civile fosse terminato, ecco che il nucleo famigliare, nella sua variegata completezza, reclama nuovamente un impegno importante e, vorremmo aggiungere, insostituibile! Nel corso del convegno si è tenuto a precisare che l’impegno dei nonni non è, per nessun motivo, da considerarsi full time: a tempo pieno! La vita di ognuno è sacra ed anche il tempo che i membri anziani della famiglia destineranno ai figli ed ai nipoti deve essere proporzionale alle loro possibilità lasciando loro il modo di dedicarsi anche a ciò che desiderano fare e che fa parte delle proprie irrinunciabili abitudini personali! Ognuno troverà, nell’incontro tra generazioni diverse, un arricchimento della conoscenza ed un sostegno sicuro per il prosieguo della propria vita! Mirabili, assolutamente appropriati gli interventi delle personalità presenti al convegno: oltre al Presidente provinciale A.N.Ce.S.C.A.O., che ha introdotto e coordinato i lavori, hanno parlato, e ci hanno rilasciato esaurienti interviste i signori:
Dott. GIANNI SALVADORI – Giunta Regionale Toscana.
Prof. ALBERTO BARONI – Geriatra.
Dott. GUIDO GORI – Psicogeriatra.
Dott. PAOLO CARDOSO – Psicologo.
Prof. CLAUDIO BETTI – Docente e Presidente A.N.Ce.S.C.A.O. della Regione Toscana.

Al Convegno sono stati invitati i Rappresentanti delle Istituzioni:
REGIONE TOSCANA – PROVINCIA DI FIRENZE – COMUNE DI FIRENZE – CIRCOSCRIZIONI FIORENTINE E ASSOCIAZIONI DEL VOLONTARIATO.

La Redazione

 


 

Istituto Statale di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci.

 

foto_leonardoDal mese di ottobre dello scorso anno abbiamo dato inizio alla messa in onda di una serie di servizi televisivi ambientati nelle strutture dell’Istituto Leonardo Da Vinci di Firenze e nei suoi laboratori: le sorprese, i motivi di apprendimento, gli incontri con i ragazzi ed i loro docenti non sono mancati e sono stati avvincenti! L’ISTITUTO STATALE DI ISTRUZIONE SUPERIORE “LEONARDO DA VINCI”, Via del Terzolle 91,a Firenze, non è soltanto una Scuola. Esso è un microcosmo di apprendimenti, di incontri, di confronto fra i ragazzi ed i loro insegnanti che, con la loro presenza, animano le aule ed i laboratori. Certo è che da quel grande cancello escono, a corsi ultimati, individui maturi: vere donne e veri uomini, con in tasca un “documento” prezioso in quanto idoneo a farli inserire realmente nel mondo del lavoro; ma, soprattutto, essi si portano dietro l’acquisizione pratica per svolgere una vera professione, a tutti i livelli. Questo è reso possibile dalla presenza, nella conduzione dell’Istituto, del Dirigente Scolastico, Professor MASSIMO BATONI, che a noi piace, usando un termine tradizionale, chiamare ancora "Preside". La nostra guida è stata ed è tuttora il prof. Ugo Pancani, amabile accompagnatore, raffinato conoscitore di quell’ambiente scolastico che, sia pur moderno, non ha potuto rinunciare a quel classicismo ex – tempora che, da sempre, fra le aule e nei corridoi di ogni scuola che definiremmo seria, accoglie le multiformi e colorite esplosioni di gioventù nell’ora di ricreazione, i tradizionali dubbi dei ragazzi, le speranze di sempre, i loro programmi per il futuro!
Siamo assaliti quasi da un senso di legittimo smarrimento nell’enumerare le caratteristiche dell’Istituto: infatti esso comprende nove grandi edifici; novanta aule – settantotto laboratori – un vero e proprio Palazzetto dello sport – una piccola piscina – un campo sportivo – una biblioteca ricca di ben 37 mila volumi. Due centri studi: uno per il restauro d’auto d’epoca e l’altro per il ripristino di orologi. Gli allievi dell’Istituto sono circa millenovecento. Gli insegnanti duecentoquarantotto, coadiuvati da sessantotto tecnici non-docenti. L’Istituto ospita un museo didattico che rappresenta una importantissima testimonianza dell’evoluzione tecnologica che c’è stata in molti settori scientifici. Qui si possono effettuare esperienze interattive e questo importante padiglione, come altri, è visitabile dai cittadini. Si tenga presente che la Leonardo Da Vinci vide le sue origini nel lontano 1900 ed il progetto della struttura, nonché la sua attuazione, furono voluti dal Comune di Firenze! Oggi la Scuola è statale e vi assicuriamo che siamo rimasti attoniti dinanzi alla laboriosità di docenti e di alunni che è ben evidenziata nei nostri servizi televisivi. Questi, a tutt’oggi, sono stati moltissimi, in quanto, molto spesso, si creano motivi d’incontro anche con scuole di altre nazioni. Hanno allora luogo meeting che hanno il fine di verificare la comunità d’intenti nel campo dell’insegnamento, lasciando ai ragazzi la possibilità di sfogare creatività ed iniziative là ove la personalità degli studenti viene evidenziata appunto dal confronto. E’ stato, per esempio il caso del Progetto COMENIUS – “Tecnologia ed Arte nella Scuola” . E’ stato un incontro stimolante tra gli allievi ed i docenti dell’Istituto LEONARDO DA VINCI DI FIRENZE e fra una scuola Spagnola ed una della Repubblica Ceca; nel Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio, la manifestazione ha avuto momenti di indiscussa emozionante partecipazione, con il saluto delle Autorità cittadine ai moltissimi presenti, portato dall’Assessore ROSA MARIA DI GIORGI e con quello dei rappresentanti delle altre due scuole europee. Ma potremmo parlare anche del RISPARMIO ENERGETICO e dei “miracoli” che la cura di questa iniziativa potrebbe offrire alle strutture, pubbliche e private, che decidessero di farne uso! I tecnici della Tinnova hanno mostrato, con dovizia di particolari, le procedure da seguire per ottenere risparmio e interessanti risultati nella conduzione di un’azienda. Ma, e continuiamo nell’excursus degli innumerevoli programmi presentati dal Preside BATONI, come non raccontare dell’incontro con Giovanni Impastato, fratello di PEPPINO IMPASTATO, vittima della mafia, indiscusso esempio di abnegazione e di sacrificio, laddove persone come questo giovane eroe non si fanno intimidire dalle minacce, fino all’estremo sacrificio? A lui, a Peppino, l’Istituto Leonardo da Vinci ha dedicato una targa ricordo e la Biblioteca dell’Istituto stesso! Quale migliore esempio per i giovani studenti? Come abbiamo ricordato al Preside Batoni, in più di un’intervista, nel “suo” Istituto non si impara soltanto una professione, non si diventa bravi tecnici ecc: no! Qui si diventa anche uomini, con la coscienza dotata di equilibrio e di ragionevolezza! Sì, perché qui s’insegna, anche, e soprattutto, a riflettere!
Continue, svariate iniziative sono quelle proposte da questa Scuola e ogni volta siamo colti alla sprovvista dalla sorpresa: lo stupore, il compiacimento, sono stati grandi per questi progetti che ci rendono orgogliosi di poter documentare con interviste e con commenti. Con noi, il nostro pubblico televisivo si è reso conto che alla Leonardo Da Vinci si fa sul serio! Non abbiamo finito: tutt’altro! Avremo tempo di sorprendervi, anzi di stimolare “quasi” un senso di commozione, narrandovi di quella che a noi giornalisti piace definire “L’avventura Palestinese” del Preside Batoni e del suo staff. Vi narreremo come ragazzi provenienti da quel Paese sono stati ospitati e quasi “adottati” dalla Leonardo Da Vinci, dalla Caritas Diocesana e da altri ancora … RADIO CORA: è questo un film vero e proprio, che narra le coraggiose vicissitudini di un manipolo di eroici partigiani che nel 1944, con una radio da campo, fornirono, agli alleati, importanti, preziose informazioni, che contribuirono ad effettuare il loro ingresso in Città e la liberazione di quella parte d’Italia ancora sotto il controllo nazi-fascista. Sotto la regia di Alessandra Povia, il valido generoso contributo della MEDIATECA TOSCANA – Film Commission; (un grazie sentito al prof. UGO DI TULLIO, insegnate dell’ISIS e vice direttore della Mediateca stessa.) Questo interessante, indispensabile movie, è stato prodotto dall’Istituto stesso, che con questa iniziativa si pone all’avanguardia nell’organizzare attività didattiche, “di multiforme ingegno” che rendono orgogliosi insegnanti e studenti! Sarà ns. compito continuare la cronaca di tutti i progetti futuri dell’ISIS LEONARDO DA VINCI DI FIRENZE.
Ci piace concludere questo articolo con le parole dell’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Firenze, Dott.ssa Rosa Maria Di Giorgi: “Che la Leonardo Da Vinci sia di esempio a molte scuole italiane”

Francesco Vocino

 


 
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